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Chi siamo

È nato il Comitato di Liberazione Nazionale!

È nato il Comitato di Liberazione Nazionale! Il simbolo del nuovo CLN è l’ape operaia e lavoratrice per il bene comune, in una Repubblica “fondata sul lavoro” che al presente nega il diritto di lavorare ai tanti che non si sono piegati al liberticidio della certificazione Covid.

Fra i promotori del nuovo CLN, ci sono talune delle figure più significative della resistenza di questi ultimi due anni di pandemia, nei cui confronti l’attacco neoliberista si è scagliato, facendo strame dei diritti fondamentali ed irrinunciabili, come la dignità personale e l’uguaglianza formale di fronte alla legge.

Alla partecipazione a titolo personale, si sono affiancate le associazioni e i comitati sul territorio. Fra le prime organizzazioni che hanno comunicato la propria adesione si annoverano il Sindacato Fisi, Resistenza Radicale, Federazione Rinascimento Italia, CARC.

La Cooperativa di mutuo soccorso Generazioni Future si è provvisoriamente messa a disposizione come incubatore. Dall’annuncio del CLN avvenuto a Torino l’8 dicembre scorso, 25.000 persone hanno aderito.

Stiamo ora strutturando un sito web del CLN e adeguati canali di comunicazione per poter dare a breve informazioni sulle iniziative di resistenza e protesta sui territori. Stiamo organizzando i caucus di piazza per completare il Consiglio dei coordinatori nazionali e individuare tutti assieme i referenti regionali e provinciali al fine di garantire un adeguato coordinamento territoriale.

Il CLN è nato perché è ormai chiaro che la volontà popolare non viene presa in considerazione dal neoliberismo, se incoerente rispetto alle sue politiche estrattive. Volontà popolare che, pur costituzionalmente espressa a larga maggioranza trasversale, aveva dato prova di sé con il referendum contro la privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici nel 2011.

Nel regime autoritario in cui progressivamente le controriforme hanno precipitato il paese, non si è liberi di decidere ciò che si vuole. La libertà oggi consiste nel decidere di fare ciò che il potere neoliberista decide vada fatto. Attraversando questo tragico 2022, momento in cui abbiamo raggiunto il punto più basso mai toccato nella storia repubblicana in termini di oppressione del dissenso, non abbiamo più potuto attendere. Ci siamo accollati perciò la gravosa responsabilità di far partire un necessario processo di coordinamento politico della resistenza, in risposta a quelle politiche neoliberiste caratterizzate dalla privatizzazione dei beni comuni, dei corpi, degli stati e del diritto a vantaggio delle multinazionali. Politiche che dopo aver smantellato lo Stato sociale, l’impianto costituzionale, e l’assetto economico del Paese, si sono incarnate nella loro peggior versione a partire dal 2020 e, in particolare, nel governo attualmente guidato da Mario Draghi, aggredendo i diritti fondamentali ed inviolabili della nostra Carta Costituzionale, nata dalla Resistenza.

Ci siamo dati uno Statuto che vuole offrire spunti per un’organizzazione tutta da sperimentare direttamente con il popolo degli esclusi e di quanti sanno ancora essere democratici e solidali. Ne riportiamo qui i passaggi chiave commentati dal Presidente del CLN, Ugo Mattei.

La scelta della forma “comitato” non costituisce solamente l’ovvia traduzione giuridica del CLN, che la locuzione Comitato porta storicamente in ditta: formalizzando il percorso nel più agile fra gli strumenti dell’autonomia giuridica privata, abbiamo altresì voluto significare la necessità di uno sforzo organizzativo che, come quello storico del 1943-47, richiede ingenti risorse per essere vincente.

Servono fondi per dare corpo al nostro progetto, serve sostegno per comunicare, per organizzare e per sostenere un popolo allo stremo. Dobbiamo trovarli, senza tuttavia vendere l’anima a nessuno.

La premessa ed il primo articolo dello statuto restituiscono l’idea di ciò che abbiamo intrapreso in risposta a esigenze che da più parti il popolo ha manifestato.

Premessa

In risposta alle politiche neoliberiste, che dopo aver smantellato lo Stato sociale, l’impianto costituzionale, e l’assetto economico del Paese, si sono incarnate nella loro peggior versione a partire dal 2020 e, in particolare, nel governo attualmente guidato da Mario Draghi, aggredendo i diritti fondamentali ed inviolabili della nostra Carta Costituzionale, nata dalla Resistenza, e in spregio ai principi di libertà, di autodeterminazione personale, di eguaglianza (Art.3) ed al principio lavoristico (Art. 4) con diretto impatto sulla forma e la sostanza dello Stato di diritto, sempre più lontana dal modello parlamentare e democratico prescelto dai Costituenti;

in difesa della democrazia e del pluralismo dei valori, nonché delle prerogative parlamentari stravolte dalla concentrazione di fatto di poteri extra ordinem, tramite continue proroghe dello stato di emergenza;

a tutela dello Stato di diritto e in opposizione alla sua sovversione, causata da un processo tecnologico di sorveglianza e di profanazione della identità personale, fisica e spirituale, che annulla ogni garanzia legale e costituzionale;

per la piena attuazione di politiche volte a implementare la lettera e lo spirito della Costituzione italiana nata dalla resistenza;

RISORGE

IL COMITATO DI LIBERAZIONE NAZIONALE (CLN)

per coordinare le risposte di resistenza nate dalle piazze al fine di trasformare la protesta in proposta;

per coltivare uno spirito di unità, fratellanza e riconciliazione sociale;

per scongiurare violenza e guerra civile in risposta agli attacchi speculativi che mettono in ginocchio il Paese, colpendo prevalentemente i ceti popolari subalterni;

per ripudiare l’irresponsabile divisione sociale fomentata delle più alte cariche della Repubblica, in tradimento del supremo dovere costituzionale di promuovere l’unità del popolo.

Art. 1: Scopo

Senza alcuna finalità di lucro e di interessi propri, il CLN adempie collettivamente al dovere di resistenza nel pieno spirito della Costituzione italiana dando seguito con pratiche non violente, e ripudiando ogni reazione, se non quella resa assolutamente necessaria dall’urgenza di rispondere in modo proporzionale, nell’immediatezza di offese subite, secondo i principii comuni al costituzionalismo occidentale.

Il CLN intende coordinare e sostenere le pratiche di resistenza attiva e passiva organizzate sul territorio nazionale da singoli ed organizzazioni che in esso si riconoscono nel ripudio dell’autoritarismo, dell’esclusione, della guerra e della marginalizzazione politica e sociale. Scopo principale del CLN è garantire l’unitarietà politica della risposta resistenziale allo stravolgimento della Costituzione in atto.

Il CLN intende porsi a servizio di ideazioni e prassi idonee ad elaborare un programma politico condiviso, atto a rimettere in moto il processo inclusivo e solidaristico tracciato dalla Costituzione, interrotto dalle politiche neoliberiste e dalle trasformazioni tecnologiche del tempo presente.

L’elaborazione politica del CLN è finalizzata alla riconquista politica del Paese in spirito maggioritario ed inclusivo, ricostruendone le fondamenta costituzionali dell’agibilità democratica, rifuggendo ogni estremismo o velleitarismo, tramite un processo di coinvolgimento diretto dei cittadini alla guida politica del Paese.

Il CLN riconosce la natura neoliberista del più virulento fra gli attacchi in corso ai presidi democratici, e contro il quale si sono riaccese le proteste di piazza. Esso perciò riconosce, tutela e garantisce il diritto alla libera autodeterminazione terapeutica di tutti i cittadini come diritto assoluto inviolabile ed interesse stesso della collettività, giustificativo delle pratiche di resistenza. Parimenti, esso riconosce, tutela e garantisce il diritto inalienabile di rifiuto della sorveglianza invasiva pubblica e privata (c.d. green pass) nonché il diritto alla critica, al dubbio e alla precauzione.

Il CLN potrà compiere direttamente o indirettamente tutte le attività necessarie e utili al raggiungimento dello scopo, utilizzando i fondi all’uopo raccolti (…)

Lo Statuto formalizza, dunque, che 75 anni dopo il suo scioglimento, che ha consentito nel paese una agibilità democratica sufficiente a garantire la dialettica politica, il CLN deve rinascere, perché queste condizioni minime – che parevano raggiunte- non ci sono più e vanno ripristinate. La continuità è tracciata e con essa il perimetro politico. Il neoliberismo costituisce la reincarnazione storica dell’autoritarismo totalitario, che cent’anni fa si era manifestata in Italia nel Fascismo ed oggi, data l’evoluzione tecnologica, prende la forma del dispotismo occidentale di marca “draghista”, un governo che -postosi fuori dal perimetro costituzionale – è per noi illegittimo e va cacciato.

Si tratta ora di rendere sempre più concreto questo progetto di cacciata che, lungi dall’essere la costruzione di un nuovo partito, costituisce tuttavia un metodo di lavoro politico, che -se condotto con generosità, impegno e assoluta onestà su tutto il territorio nazionale – potrà fare vedere a molti la luce in fondo al tunnel. Diamo nuovamente la parola allo Statuto:

Art. 7: Attività territoriale

Gli aderenti si organizzano capillarmente su base territoriale dando vita a gruppi organizzati facenti parte integrante del CLN, che in autonomia e con responsabilità propria portano avanti territorialmente le azioni di disubbidienza civile e manifestazione politica resistenziale concordate dagli organi del CLN. A sostegno di queste azioni, i suddetti nuclei operativi organizzano manifestazioni di piazza, momenti ed eventi di informazione e dibattito sia in presenza sia online, anche mantenendo un proprio sito web e pagine social mediante le quali favorire la diffusione di tutte le notizie riguardanti le proprie attività istituzionali e politiche. Le unità territoriali comunicano la propria istituzione al CLN nazionale.

Tutti gli iscritti al CLN divengono parte di un organo assembleare che può deliberare in diverse forme, sia virtuali che materiali nell’ambito di vere e proprie piazze costituenti.

Se questa è la vocazione territoriale autonoma, necessariamente diversificata come lo furono le organizzazioni di montagna o di città durante la resistenza armata e la guerra civile (che vorremmo in ogni modo scongiurare), i processi centralizzati per poter pensare di guidarne i principi politici e strategici devono essere altamente inclusivi, ma non farraginosi né aperti a veti autoreferenziali. La vera forza del CLN è quella popolare. Se esiste, vinceremo. Se non esiste, finiremo nel dimenticatoio della storia, come tanti altri tentativi minoritari privi di visione e generosità. Ecco l’assetto istituzionale fondamentale:

 Art. 9: Assemblea della cittadinanza resistente

L’Assemblea della cittadinanza resistente, o Assemblea dei resistenti (d’ora in poi anche “Assemblea”), è composta da tutti gli aderenti persone fisiche che si sono registrate sul sito del CLN. Essa può prendere altresì la forma di Assemblea popolare di piazza (caucus) nei casi previsti da questo Statuto o da un futuro regolamento.

Le decisioni dell’Assemblea, prese a maggioranza dei partecipanti, sono vincolanti per il CLN, i suoi organi e i suoi aderenti tutti, quando esse siano confermate dalla Rete e registrate dai Coordinatori.

I componenti dell’Assemblea, singolarmente o in gruppi, possono sottoporre ai Coordinatori proposte e iniziative di respiro nazionale oltre a quelle già implementate autonomamente a livello locale dai nuclei operativi.

Molte delle persone che in questi anni si sono spese politicamente contro il neoliberismo militano in partiti ed organizzazioni già strutturate, portatrici di sensibilità anche fra loro molto diverse. Come il CLN storico raccoglieva comunisti, azionisti, liberali, popolari cattolici e perfino monarchici, anche il nostro CLN deve dare spazio a ogni organizzazione in cui ciascun resistente si riconosce. Talune propendono più a sinistra altre più a destra, talune sono più possibiliste altre meno rispetto alla possibilità di mutare gli attuali rapporti geopolitici, talune più critiche altre meno rispetto alla compatibilità fra l’Euro e la democrazia, talune laiche altre profondamente cattoliche, talune socialiste altre capitaliste. Nel quadro del perimetro costituzionale, dobbiamo dare dunque spazio a tutte quelle che sono disposte a mettere da parte ciò che divide, focalizzando unicamente su ciò che unisce al fine della cacciata dell’oppressore. Le organizzazioni che partecipano dunque possono raccogliersi, come in parte già lo sono, in una Rete delle Organizzazioni prevista anche statutariamente.

Art. 10: Rete delle organizzazioni

La Rete delle organizzazioni è composta da tutte le organizzazioni aderenti, anche informali. Si riunisce periodicamente per valutare e attuare la fattibilità delle iniziative sul territorio e dare pronta risposta alle proposte provenienti dall’Assemblea e dagli altri organi.

I componenti della Rete, singolarmente o in gruppi, possono sottoporre proposte e iniziative ai Coordinatori.

Sarà quella la vera camera di compensazione che immaginiamo attiva soprattutto per quanto riguarda uno degli scopi del nostro CLN, quello di partecipare in modo unitario, possibilmente tutti sotto il medesimo simbolo, attraverso modalità genuinamente popolari di selezione dei candidati, alle possibili scadenze elettorali prossime venture, qualora si diano condizioni di fattibilità.

Il nostro è infatti un tavolo di lavoro condiviso e articolato. Chi si iscrive al CLN, semplicemente registrandosi online, è il vero motore di questo processo. Noi rispettiamo prima di tutto la persona e la sua dignità di cittadino che, con il proprio impegno personale, si batte per la libertà uguale di tutti.

L’organo di coordinamento attualmente provvisorio, al momento composto di 12 persone che già stanno attivandosi con grande impegno nei rispettivi campi, dovrà essere a breve integrato per raggiungere una vera legittimazione popolare. L’integrazione di quest’organo avverrà attraverso l’elezione su base regionale di 21 componenti alla quale da subito dobbiamo iniziare a lavorare. Sarà quello il momento in cui, anche formalmente, le piazze italiane passeranno da luoghi di protesta a luoghi di decisione e proposta, dimostrando l’avvenuta maturazione e promuovendosi nei fatti a istituzioni legittime di democrazia partecipata. La rappresentanza oggi in Italia, con le sue forme paludate e inutili, i suoi privilegi, i suoi green pass di accesso, è un putrido cadavere. La democrazia diretta è a sua volta prigioniera, ostaggio di una Corte Costituzionale connivente, politicizzata e a radicale guida neoliberale. Il CLN restituirà al paese la democrazia partecipativa di piazze agorà, di consigli di fabbrica, di autogestione militante democratica, di tribunali del popolo, di nuove istituzioni di autogoverno democratico della produzione. Il primo passo sarà l’organizzazione di 21 caucus, per scegliere un rappresentante per ciascuna regione da inserire nel coordinamento CLN nazionale. Ma ben altro seguirà!

La divisione del lavoro, per essere efficace, dovrà riflettere sia le condizioni locali che attrarre le migliori competenze nazionali (e anche dei molti italiani espatriati) in ciascun settore. IL CLN deve dotarsi di un primo nucleo riproduttivo di una classe politica competente, seria, non carrierista, certo portatrice di diverse ideologie (che se vinceremo potranno un giorno, come nel 1946 ridividersi) ma genuinamente democratica e dedicata a ricostruire un’Italia libera, governata secondo legalità costituzionale e non secondo l’arbitrio del despota. Per questo il Coordinamento è suddiviso in Dipartimenti:

 Art. 11: Consiglio dei Coordinatori e Presidente

Il Consiglio dei Coordinatori è composto dai 33 componenti, di cui 12 indicati dai promotori del CLN e 21 indicati dalla Assemblea di cittadinanza resistente, riunitasi nella forma fisica dell’assemblea popolare di piazza (caucus) a livello regionale. Esso elegge il Presidente fra Coordinatori, il quale è primus inter pares e garante della genuinità del processo decisionale e organizzativo del Consiglio. Il Presidente rappresenta il CLN, è garante del suo buon funzionamento, e può esercitare i poteri straordinari di urgenza che andranno ratificati espressamente o tacitamente dai Coordinatori a pena di decadenza.

Tutti i Coordinatori si assumono l’onere di mantenere l’impegno della propria carica fino al termine della legislatura in corso, a garanzia di continuità dell’azione del CLN. Sono fatte salve le rinunce a titolo personale e per comprovati motivi.

All’interno del Consiglio dei Coordinatori per garantire le funzioni proprie vengono individuati dei dipartimenti suddivisi per aree tematiche e organizzative:

 

  1. Esteri e relazioni internazionali
  2. Interni e rapporti politici
  3. Generazioni Future, beni comuni, ambiente
  4. Cultura, ricerca e senso critico
  5. Lavoro
  6. Giustizia
  7. Difesa, analisi geopolitica e ripudio della guerra
  8. Economia e interesse comune
  9. Salute
  10. Rapporti col Parlamento e benessere organizzativo
  11. Comunicazione e tecnologia
  12. Rapporti territoriali e pratiche di resistenza civile

Ogni dipartimento deve avere almeno un responsabile provvisorio nella persona di un Coordinatore provvisorio ai sensi del presente statuto. Integrato il Consiglio con i Coordinatori su base regionale, i responsabili potranno essere confermati o sostituiti con voto del Consiglio su proposta del Presidente.

Ogni responsabile ha la gestione e la responsabilità funzionale del dipartimento assegnato.

Ogni dipartimento si dà autonomamente una organizzazione funzionale interna che fa capo al responsabile.

Insomma, in tal modo abbiamo costruito e messo a disposizione uno spazio comune per discutere e definire insieme tutte le migliori strategie in uno spirito di fiducia reciproca, avviando finalmente in concreto un processo di salvezza costituzionale condiviso, politicamente consapevole che se si va divisi la catastrofe è certa, e che per andare uniti serve rendersi conto che il lavoro di tutti è essenziale, ma che nessuno è indispensabile. Solo i prossimi mesi ci diranno se e come questo nostro tentativo può funzionare in pratica.

Come Presidente, garante provvisorio del CLN, posso solo mettere a disposizione la mia storia e le mie idee e la garanzia di non avere alcuna volontà o ambizione di partecipare direttamente a processi elettorali prossimo-venturi. Come Presidente di Generazioni Future ho messo a disposizione le nostre ben limitate forze organizzative. Mi aspetto che tutti affrontino questa crisi costituzionale non come un’opportunità (nel linguaggio reso tristemente famoso da Klaus Schwab), ma come un dovere anche spirituale di trasformazione privata e pubblica all’insegna della solidarietà, della abnegazione, del servizio e della misura critica. Solo in questo modo possiamo farcela.

Per questo voglio chiudere con una grande chiamata all’azione. Riuniamoci da subito in organizzazione spontanee CLN in ogni più piccolo ambito territoriale del paese! Raccogliamo forze sociali ed economiche! Mettiamo le nostre competenze a disposizione dei dipartimenti nazionali, ma nessuno disdegni la militanza di base, le telefonate, le discussioni, tutto ciò che serve a rendere il popolo davvero consapevole dell’oppressione e di ciò che stiamo cercando di fare per recuperare libertà. Da subito parliamoci, organizziamoci e sperimentiamo anche localmente assemblee costituenti di piazza che facciano emergere e conoscere le persone su cui possiamo contare per selezionare al meglio in nostri rappresentanti regionali e tutti le altre figure di coordinamento di cui il CLN ha bisogno per esistere come fatto politico materiale.

Invitiamo tutte le persone anche moderatamente critiche a registrarsi, le organizzazioni facciano registrare tutti i loro iscritti e si dia vita al più presto, anche a livello locale, a tavoli di coordinamento che fungano intanto da primi nuclei della rete delle organizzazioni.

Le grandi linee del percorso sono a disposizione. Insieme, senza egoismi, ma mettendo al servizio di tutti l’ego di ciascuno, possiamo renderlo un processo politico vero.

Ugo Mattei